CAI Club Alpino Italiano Sezione della Spezia

Paolo Brunettin

 Quando mi è stata chiesta una breve relazione sull’attività svolta dalla Scuola Sezionale di Speleologia, mi sono trovato in imbarazzo per il semplice fatto che l’anno che ormai volge al termine non ha prodotto una grande attività didattica da parte della Scuola.

Si, il gruppo speleologico ha prodotto materiale di ricerca scientifica, ma poco è stato fatto per la formazione e la divulgazione della speleologia in genere. Tempo addietro mi soffermai a discutere sui problemi legati ai corsi che non trovano più un pubblico cosi nutrito come anni or sono, e come probabilmente i corsi di introduzione cosi come ora concepiti siano diventati uno strumento obsoleto, forse per il semplice fatto che viviamo un momento storico del mordi e fuggi, del tutto e subito, ma la speleologia forse non ha bisogno di questo, e allora la domanda che sorge spontanea: anche gli istruttori sono ormai una figura obsoleta? E quindi nasce una spontanea riflessione sulla figura dell’istruttore: il percorso formativo è un percorso lungo ed è costruito prima di tutto l’esperienza personale ed implementato con corsi sia tecnici che culturali, ne risulta una figura ad alto livello. Non a caso l’Istruttore di Speleologia CAI è l’unica figura tra le scuole italiane di speleologia ad essere riconosciuta dallo Stato come tale.

L’Istruttore CAI ha di fatto un riconoscimento statale e questo fa onore al sodalizio spingendo a proseguire su questa strada. L’attività dell’Istruttore si esplica ai corsi ai vari livelli ma anche al di fuori dei contesti istituzionali, nella sua vita di tutti i giorni. Lo spirito dell’Istruttore dovrebbe essere quello di una vera e propria vocazione alla diffusione delle sue conoscenze, non tanto/solo per far crescere nuovi speleologi ma per far capire anche a coloro che non entreranno mai in una grotta, come il nostro patrimonio sotterraneo sia inevitabilmente parte del nostro vivere e sia importante per tutta la comunità conoscerlo e proteggerlo.

Ricordiamo infatti, tra l’altro, che oggi la speleologia è l’ultima frontiera che rimane all’uomo nell’esplorazione e conoscenza geografica del pianeta. E’ ancora un mondo che conosciamo solo in 41 parte e gli speleologi sono gli unici preposti ad approfondire e trasmettere questa conoscenza. Comprendere e trasmettere sono due cose che vanno inevitabilmente a braccetto in quanto l’una senza l’altra non avrebbe significato. Di qui l’importanza della figura dell’Istruttore di Speleologia, il cui compito non è quello di formare sportivi in quanto la speleologia non è uno sport né una semplice attività ricreativa, ma è ricerca geografica e scientifica. La figura dell’Istruttore è una figura di impegno, di responsabilità, ma anche di grande appagamento perché, se fatta con lo spirito di chi vuole trasmettere davvero qualcosa agli altri, contribuisce a comporre i pezzi della nostra conoscenza come uomini. Lo spirito e la vocazione che devono maturarsi ciascuno nel proprio intimo, sono tuttavia ciò che fa la differenza tra l’Istruttore per distintivo e l’Istruttore vero, il quale è istruttore in ogni contesto anche e soprattutto al di fuori dei corsi.

In realtà siamo solamente umani che perseguono gli ideali del momento storico di cui impregnati, lanciati verso un futuro, in un domani, dove basterà un semplice click per essere proiettati in una realtà virtuale per vivere un’esperienza, un sogno o ricordo...“Vi piacerebbe sciare nell’Antartico ma siete sepolti sotto una valanga di lavoro? Sognate una vacanza sul fondo del mare ma il prezzo vi manderebbe a fondo? Avete sempre desiderato scalare le montagne di Marte ma al momento vi trovate in una valle di lacrime? Allora venite alla Rekall Incorporate, dove potrete acquistare le memorie della vostra vacanza ideale meno cara, più sicura e migliore di una vacanza normale! Non lasciate che la vita vi lasci indietro, chiamate la Rekall, per le memorie di tutta una vita!"
Total Recall 1990 “

Quello che danno per scontato quasi tutti gli esseri umani: che certe cose siano impossibili da fare e che però, comprando questo e quello, si possano fare.

È difficilissimo, spesso impossibile, far capire che gran parte delle attività complesse sono difficili, ma acquisibili con stretta disciplina e passione e studio e applicazione. Con serietà. Non si possono comprare, sono proprio da sposare. Farlo entrare nella testa dei neofiti è difficile, ma è ancora più difficile farlo accettare dagli istruttori, che non lo avevano accettato quando erano neofiti… Si preferisce quindi sfiorare ogni argomento, facendone proprie le regole più generali e le attrezzature, e poi passare ad altro quando si scopre che per andare avanti occorre modificarsi profondamente.

D’altra parte siamo scimmie, non divinità…” Giovanni Badino (1953 -2017)

(Per attività di esercitazione e ricerca, l’attività potrà essere svolta tutti i giorni della settimana)

Paolo Brunettin

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